Aggiornato a ottobre 2026.
Avere molte visite è sempre positivo, ma il numero da solo non basta: se molti visitatori se ne vanno dopo pochi secondi, c'è un problema. Ridurre la frequenza di rimbalzo significa far sì che chi arriva nel Suo negozio resti, navighi e alla fine acquisti.Cos'è la frequenza di rimbalzo?
La frequenza di rimbalzo (o bounce rate) è la quota di visite in cui gli utenti lasciano il Suo sito senza aver interagito in modo significativo. In Google Analytics 4 (GA4) si calcola in modo diverso rispetto al vecchio Universal Analytics: una sessione conta come «con coinvolgimento» se dura almeno 10 secondi, include una conversione o ha almeno due visualizzazioni di pagina. Il rimbalzo è ogni sessione che non soddisfa nessuna di queste tre condizioni. Per questo in GA4 la frequenza di rimbalzo è l'opposto della frequenza di coinvolgimento (100 % meno la frequenza di coinvolgimento). Questa metrica indica quanti utenti non trovano interessante il contenuto della pagina o non hanno trovato ciò che cercavano. Dice molto sul livello di soddisfazione dei visitatori e sulla qualità del traffico che riceve. Non tutti i rimbalzi, però, sono un problema: dipende dall'obiettivo della pagina. Su un sito informativo (blog, quotidiani), chi legge un articolo per cinque minuti e poi esce ha raggiunto l'obiettivo. In GA4 una visita così non conta più come rimbalzo, perché ha superato i 10 secondi.
Quale frequenza di rimbalzo è accettabile?
Non esiste una frequenza di rimbalzo «buona» valida per tutti i siti: dipende dal tipo di pagina e dai Suoi obiettivi, quindi la cosa più utile è confrontarla con il Suo storico e per tipo di pagina. Se il cliente resta cinque minuti su un articolo, si considera che l'abbia letto e l'obiettivo è raggiunto. In un e-commerce, invece, può voler dire che l'utente non ha trovato ciò che voleva, perché non ha interagito né navigato nel sito. Ai tempi di Universal Analytics si usavano questi intervalli indicativi, che oggi non valgono più come riferimento in GA4 perché la metrica si calcola in modo diverso:- Pagine di contenuto (blog, quotidiani online, ecc.): 40 % - 60 %
- Landing page (contatto, richieste, iscrizioni, ecc.): 30 % - 50 %
- E-commerce: 20 % - 40 %
- Pagine aziendali: 15 % - 30 %
Dove vedere la frequenza di rimbalzo in Google Analytics 4?
In GA4 può consultare la frequenza di rimbalzo delle pagine più visitate in Report > Coinvolgimento > Pagine e schermate. La metrica non compare per impostazione predefinita, ma si può aggiungere personalizzando il report, insieme al tempo medio di coinvolgimento. Così individua in quale pagina sta il problema e analizza perché non trasforma i visitatori in clienti. I due screenshot seguenti sono di Universal Analytics, ormai dismesso, ma mostrano bene il concetto: prima, una pagina con frequenza di rimbalzo alta.

Carrelli abbandonati nel Suo negozio online: cosa fare?
In un e-commerce l'abbandono del carrello è l'altra metà del problema, ed è molto alto: secondo il Baymard Institute, in media si aggira intorno al 70 % degli acquisti iniziati (statistica aggiornata del Baymard Institute). Le cause possono essere molte e non esiste una formula esatta che garantisca il completamento dell'acquisto, ma con questi consigli guadagnerà la fiducia dei Suoi clienti:- Non obblighi a registrarsi. I clienti vogliono solo acquistare: offra l'acquisto come ospite.
- Comunichi il prezzo finale il prima possibile, cioè con spedizione, IVA, ecc. Spesso l'utente arriva all'ultimo passaggio solo per sapere quanto deve pagare e non avere sorprese.
- Mostri certificati e tutte le spiegazioni necessarie sul pagamento sicuro del Suo negozio. Darà molta più fiducia e decisione al momento dell'acquisto.
- Aggiunga tutte le informazioni necessarie e risponda ai dubbi che possono sorgere: in quanti giorni arriverà l'ordine, quali campi sono obbligatori, ecc.
- Sia chiaro nei diversi passaggi d'acquisto: più breve e fluido è, meglio è. Con PrestaShop, un modulo One Page Checkout permette di acquistare come ospite e riduce i passaggi dell'ordine.
- Non chieda più dati del necessario, soprattutto se personali. Genera molta diffidenza.
- Offra diverse opzioni di pagamento.
- Mostri bene i modi per contattarLa (telefono, e-mail, ecc.). Il cliente vuole sapere che, in caso di problemi, c'è qualcuno pronto ad aiutarlo.
Quali sono le cause e come ridurre la frequenza di rimbalzo?
Le cause sono spesso caricamento lento, design confuso, parole chiave non coerenti con il contenuto, testi e immagini poco accattivanti e navigazione complicata. Dopo aver analizzato i dati in base agli obiettivi di ogni pagina, bisogna individuare dove sta il problema.- Caricamento lento. Sembra ovvio, ma spesso si trascura: il sito carica troppo lentamente. Il consumatore non vuole aspettare, soprattutto da smartphone o tablet, perché sa che esistono altre pagine con il contenuto o il prodotto che cerca. Misuri e migliori la velocità con PageSpeed Insights di Google e tenga d'occhio i Core Web Vitals (LCP, INP e CLS), consultabili anche in Google Search Console. In PrestaShop, il pack Prestazioni ottimizza e converte le immagini in WebP, rigenera le miniature e blocca i bot che appesantiscono il server:
- Design poco curato. Il design migliora molto l'esperienza dell'utente. Sia ordinato e chiaro, eviti colori troppo forti e animazioni, ed eviti i popup invasivi, soprattutto da mobile: disturbano, creano rifiuto e Google li sconsiglia. Si assicuri che il sito si veda bene in tutti i browser e che sia, ovviamente, responsive. Per ottimizzare la conversione può affidarsi al nostro servizio CRO.
- Uso scorretto delle parole chiave. Può portare a un cattivo posizionamento e deludere l'utente appena entra nel sito. Non inganni il visitatore e scelga bene le parole chiave: altrimenti attirerà solo traffico a cui il contenuto non interessa. Più le keyword sono mirate, più sarà alta la qualità delle visite. Verifichi anche che titoli, intestazioni e meta tag siano coerenti con il contenuto della pagina.
- Il contenuto è noioso o non interessa. Crei contenuti di qualità e originali. In un negozio online non basta il nome del prodotto: lo descriva in modo accattivante, con testi propri e non copiati, e con tutte le informazioni. Al momento dell'acquisto, l'utente vuole conoscere tutte le caratteristiche dell'articolo. Anche le immagini devono essere di buona qualità e non generare diffidenza.
- Prodotti o servizi costosi. Se il prezzo non appare giustificato, il visitatore se ne va: spieghi il valore del prodotto e rafforzi la fiducia con recensioni e garanzie ben visibili, per esempio con il pack Fiducia per PrestaShop, che riunisce recensioni verificate, recensioni di Google e domande e risposte nelle schede prodotto.
- Navigazione complessa. Utilizzi un menu di navigazione pulito e semplice, con cui gli utenti raggiungano senza difficoltà gli altri contenuti che li interessano. In PrestaShop, un mega menu e una ricerca istantanea con autocompletamento aiutano a trovare ciò che si cerca in pochi clic.
- Immagini di scarsa qualità. Si dà sempre più importanza alla qualità delle immagini. Se per di più c'entrano poco con il testo, allontanano l'utente. Le immagini sono un ottimo strumento per attirare nuovi utenti, perché rendono il contenuto più dinamico e vivo. Le curi, ma le comprima anche: con il compressore di immagini per PrestaShop riduce il peso senza perdere qualità.